
So che non avrei dovuto avere della aspettative, però il colpo è stato brutto lo stesso.
Ieri, come ogni bravo bolognese, ho fatto un salto alla festa dell’Unità, quella nazionale, quella grande e bella a Parco Nord per essere chiari.
Ho camminato i primi cinque minuti guardandomi intorno con un po’ di speranza, dicendomi che alla fine i volontari ci sarebbero stati e che non sarebbe poi stata diversa dalle altre, però mancava qualche cosa.
Cosa? Le bandiere.
Non c’erano più le bandiere rosse, solo alcune un po’ nascoste dentro ai ristoranti, ma nessuna a sventolare dagli stand.
Il PD se le è mangiate e le poche che sono sfuggite sono affiancata sempre e comunque da quelle verdi dell’ulivo, delle sorvegliate speciali insomma.
In una festa che sembra sempre di più la fiera campionaria con gli spazi delle associazioni sempre più piccoli e quelli delle banche sempre più grandi il rosso è sparito, unico a ricordarlo la piccola falce e martello dello stand delle magli del manifesto, che si guarda intorno sparuto tra una concessionaria e una banca cercando un po’ di compagni.
3 Commenti
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Non sono di Bologna. Ma a Bologna ci vive un mio caro amico. E proprio l’altro giorno mi ha detto la stessa cosa. Credo sia una delusione per un bel po’ di gente. Gente per cui vedere una bandiera rossa significa ancora qualcosa.
Se ti capita, il 5 settembre, alle 21.00, nello spazio di Radio Fujiko, c’è la presentazione del libro “Rimini, ancora” di Marco Pasquini. Libro di cui sono l’editore (un piccolo editore) e il distributore (piccolo distributore). Marco è di Bologna. Se ti capita…
almeno a milano ancora sventolano.. ma mi sa per poco..
ma con la nascita del pd, si puo ancora essere comunisti?o comunque di sinistra?
cioe’ il programma del pd, non e’ alla fine lo stesso della destra?
le riforme promesse dove sono finite?
i soldati in libano, la base usa, il no ai pacs, il no alla ricerca sulla fecondazione assistita, non sono cose che avrebbe dovuto fare una destra?e io che sognavo un governo di riforme
viva le bandiere rosse, viva la festa dell’unita! viva chi si dichiara ancora, veramente di sinistra e non un neodemocristiano travestito