Ciao A tutti compagni e amici
Faccio un po’ fatica a riprendere in mano le fila della giornata dopo la batosta di ieri, ma mi piace l’idea di poter condividere con voi qualche ragionamento su quello che è successo ieri e vorrei farlo partendo da quello che Sansonetti scrive su Liberazione.
Nel suo articolo d’apertura il compagno Sansonetti stila una lunga lista di possibili cause della sconfitta subita ieri nelle elezioni, una sconfitta di portata storica non per la scomparsa di una vaga sinistra italiana quanto per la scomparsa dal parlamento delle ideologie che hanno fondato la nostra repubblica. Eccezione fatta per quella di radice cristiana cattolica che sopravvive nell’udc e in buona parte dei due grandi partiti che non hanno lesinato nel richiamarsi ad essa durante la campagna elettorale.
Quindi ci troveremo con un parlamento in cui saranno ben rappresentati tutti i poteri forti italiani dalla confindustria alla chiesa appunto da cui però sparirà una qualsivoglia rappresentanza del lavoro e dei diritti delle classi socialmente ed economicamente più deboli.
Sansonetti parla a questo proposito della necessità dell’autocritica e su questo concordo ma che sia un’autocritica seria, che si non ci porti a rinchiuderci in un iper identitarismo ma tanto meno non ci permetta di riconoscere le cause e i fautori di questo risultato.
Il percorso avviato da questo gruppo dirigente, segretario ed ex segretario in testa, si è rivelato sbagliato e dannosissimo non solo per rifondazione ma per tutto il paese che si ritrova con un parlamento monco della rappresentanza di un’ampia fetta d’Italia e di Italiani.
Il ragionamento allora deve ripartire in principal modo da noi, dagli errori commessi dalle accelerazioni compiute e dai danni che queste hanno causato.
Ora le domande a cui rispondere sono principalmente due cosa fare? e come farlo?
Cosa fare per ridare voce a quella classe e a quel mondo che DEVE tornare ad essere il nostro punto di riferimento e il nostro principale interlocutore uscendo dal politicismo in cui ci siamo rinchiusi rincorrendo sigle inesistenti e andando alla corte di re senza regno ne corona.
Come farlo? Bisogna riprendere a lavorare veramente tra la gente dimostrando che si è cosa diversa da chi ci ha portato fin qui, chiarendo che quello di ieri è stato un messaggio recepito, ci è stato urlato in faccia che non siamo più credibili e quella credibilità noi dobbiamo recuperarla imparando anche a chiamare le cose con i loro nome e a riconoscere gli errori correggendoli e non perpetrandoli all’infinito
Ripartiamo da noi allora, ridiamo voce all’ipotesi di un partito comunista che si sappia rapportare con la gente e che sappia essere moderno e reale, che non si rinchiuda su se stesso richiamandosi ad un dibattito solo interno.
Quindi tornando a Sansonetti diciamo che se si vuole fare autocritica la si deve fare a tutto tondo riconoscendo anche gli errori macroscopici di questo percorso che ci è stato imposto e a cui la gente non ha voluto aderire, non perchè non ci ha capiti ma perchè ci ha capiti anche troppo bene e ha detto no ad una cartello politico utile solo a salvare una nomencaltura.
Compagni abbiamo difronte uno dei momenti più brutti della nostra storia (ieri scherzando con un mio amico ci siamo detti che ci siamo stancati di vivere “questi” momenti storici), ma abbiamo anche un congresso alle porte che ci dà gli strumenti per reagire, in cui chiedere il rilancio del partito e il ricambio reale di questa dirigenza che realisticamente dovrebbe solo farsi da parte.
Rilanciare il partito per farlo diventare la casa di tutti i comunisti superando le divisioni e gli attriti troppo spesso personali che ci dividono.
Quindi rilanciare Rifondazione per farla diventare un soggetto attrattivo di tutti quei compagni che oggi militano in altri partiti con cui non è più possibile non riallacciare dei rapporti.
Fraterni saluti
Juri
2 Commenti
Commenti RSS TrackBack Identifier URI
Lascia un commento

Anche secondo me bisogna evitare di chiudersi dentro l’ <>, vanno fatte delle cose fondamentali, tornare a stare tra la gente, starci davvero però. Riconoscere, come dici tu, errori importanti e riconoscere che c’è stato uno scollamento forte tra il partito e gli elettori, soprattutto con quelli più esposti alla precarietà della vita. Credo che un altro errore fondamentale sia stato quello di non mettere il simbolo sulle schede!
La Caporetto della Sinistra.
Sono un compagno di Bologna, come molti, irritato e scosso dal pessimo risultato elettorale.
In cio’ che sto per scrivere c’è tutta la mi amarezza e tutto il mio astio, verso una situazione politica che ieri ha avuto solamente la conferma della sua gravità.
Credo che siano Molti gli errori che abbiano contribuito a questa nostra batosta, da ricercare solo in noi stessi.
O meglio da ricercare nei gruppi dirigenti dei partiti della Sinistra l’Arcobaleno, che hanno perseverato e riperseverato negli sbagli.
Mi sembra giusto premettere che chi scrive non ha la bacchetta magica, e che a posteriori spesso è facile parlare, ma i pensieri che mi appresto a scrivere vivono nella mia testa da tempo.
Dove abbiamo sbagliato?
Le nostre posizioni sull’integrazione, sulla società multiculturale, si limitano essenzialmente a ripetere che essa va realizzata.
Come la si costruisca, non è dato saperlo.
Abbiamo solo perseverato in un’atteggiamento buonista o semplicemente di indifferenza, quando i cittadini delle periferie italiane hanno chiesto piu’ sicurezza, come se il tema non ci riguardasse.
Atteggiamento da snob, da borghesi che abitano in zone franche, dove la delinquenza e la criminalità non esistessero.
Parlare e fare politiche sulla sicurezza dei cittadini, non è rincorrere la destra, semplicemente è correre incontro ai cittadini, soprattutto coloro che, i ceti deboli, sono piu’ colpiti da essa.
Invece si è preferito parlare di sicurezza sul lavoro.
Che va bene, ma anche li’, il saldo è negativo, ne abbiamo solo parlato, ma concretamente la nostra presenza al Governo, su questo tema, si è notata solo dopo i morti di Torino.
Che hanno avuto risalto perchè metalmeccanici e di Torino.
Dei morti nell’edilizia se ne parla come semplici unità statistiche, come se fosse normale.
Il Mondo del lavoro è cambiato e non ce ne siamo resi conto.
Il lattaio sotto casa, il panettiere sotto casa, evidentemente li vediamo come nemici di classe se mai si è spesa una parolo per la crisi del piccolo commercio.
Secondo noi esistono solo i lavorartori dipendenti.
Di chi a 30 anni come a 45, paga tasse salate, perchè titolare di una Partita IVA….e ha un netto da lavoratore dipendente, se non meno, chi se ne frega. Tanto è sicuramente un’evasore. Come un gioielliere, proprio la stessa cosa.
Bertinotti aveva detto che si tirava fuori dalla politica. Poi si è smentito.
Non si è costruito nessun progetto di partecipazione per la costruzione della Sinistra, nonostante che parliamo spesso di questo astratto concetto.
La partecipazione forse è ” noi dirigiamo, voi svolantinate”.
Si è arrivati tardi troppo tardi.
Mi sarebbe piaciuto scegliermelo, il mio capo, invece abbiamo fatto come il PdL.
Invece le stesse facce. Vecchie, distaccate dal reale, a volte anche brutte facce.
Hanno pensato che tanto qualche fesso che ci vota c’è sempre.
Hanno partecipato e continuano in modo indegno, a spartirsi posti.
Clientele, correnti, favori.
Il Governo Prodi è iniziato male, malissimo.
Il Blocco sociale a cui pensiamo di fare riferimento vota Lega e destre da anni, e nostri dirigenti hanno fatto finta di non capirlo.
Stupidi dibattiti sui simboli, erano impegnati in questo, nella conservazione delle identità, che man mano si stavano svuotando, loro, le stavano svuotando.
Invece di rafforzarle e arricchirle, invece di capire che siamo nel 2008 e c’è bisogno di Sinistra piu’ che mai, ma realista, attiva, concreta, non demagogica.
In queste ore si da la colpa ad altri, invece, e si pensa di tornare ai vecchi infruttuosi orticelli.
Poveretti.
Bisogna azzerare, o quasi, le classi dirigenti di questo comitato elettorale, bisogna uscire Veramente dalle sezioni o da cio’ che ne è rimasto, e vivere un po’ di piu’ in mezzo ai propri iscritti, alle persone, a chi sogna di mettere su una piccola agenzia di pubblicità, a chi vuole un lavoro ben retribuito, a chi chiede una scuola ricca di insegnanti capaci, a chi vuole le città pulite ed una P. Amministrazione che funzioni.
Infine un’applauso ai vincitori, piu’ bravi dei vinti, a cogliere, capire, come vanno le cose nella società.
Offrendo ricette che rigetto in toto, proponendo uomini e donne all’opposto della mia cultura, ma che adesso avranno la grande opportunità di realizzare le istanze del loro popolo………………..
Sperando che sia solo una parentesi, anche se, dalle dimensioni della loro vittoria, purtroppo molto lunga, credo.