Da un commento su SX.net

Mè a vòi al bandiri ròssi ….

Per spiegarvi il mio stato d’animo, vi racconto un annedoto : ero a San Ruffillo, al bar in cui sono cresciuto da ragazzo e in cui ogni tanto ritorno … orecchiavo con interesse, (anche se fingevo indifferenza , bevendo una cosa …) un vecchio comunista sugli ottantanni, che ascoltava da un altro (meno anziano, direi sui sessantacinque) i motivi che lo dovevano spingere ad iscriversi al PD …… Lui ascoltava e assentiva con la testa, leggermente … ho anche pensato fosse un po’ d’alzheimer, ma invece no, per fortuna … infatti a un certo punto ha smesso e ha detto :
>> Ascoultum ban : nell’ utantanov aveè sfàt al partè comunesta e mè aiò zighè, però dop un po’ aiò anch capè . Po’ aveè fat al PDS … po’ aveè tòlt la P dal partèe … e ades a feè un etar partèe ……. me stavolta a fagh una bela fadiga a capiruv, ma pans che alla fein av seguirò anch stavolta … anch se a mè stèr insam a tott chi democristian, am dà dimondi fastidi . Ma me a voi ster con i mi cumpagn d’na vetta, fen alla fein … però tè ch’ti più zouvan che mè, t’um prumett un quel, eh ..?! Feè al partèe cuv peèr, mitè al nom cuv peèr, ma quand me a murirò, al mi funerel a voi al bandir rossi, eh ..?! A m’arcmand .

Festa dell’unità Nazionale di Bologna… ma le bandiere?

So che non avrei dovuto avere della aspettative, però il colpo è stato brutto lo stesso.

Ieri, come ogni bravo bolognese, ho fatto un salto alla festa dell’Unità, quella nazionale, quella grande e bella a Parco Nord per essere chiari.

Ho camminato i primi cinque minuti guardandomi intorno con un po’ di speranza, dicendomi che alla fine i volontari ci sarebbero stati e che non sarebbe poi stata diversa dalle altre, però mancava qualche cosa.

Cosa? Le bandiere.

Non c’erano più le bandiere rosse, solo alcune un po’ nascoste dentro ai ristoranti, ma nessuna a sventolare dagli stand.

Il PD se le è mangiate e le poche che sono sfuggite sono affiancata sempre e comunque da quelle verdi dell’ulivo, delle sorvegliate speciali insomma.

In una festa che sembra sempre di più la fiera campionaria con gli spazi delle associazioni sempre più piccoli e quelli delle banche sempre più grandi il rosso è sparito, unico a ricordarlo la piccola falce e martello dello stand delle magli del manifesto, che si guarda intorno sparuto tra una concessionaria e una banca cercando un po’ di compagni.

Riccardo Bocca Tutta un’altra strage – BUR Futuro Passato 10,20 Euro

Dopo il due agosto, dopo ogni due agosto si vaga in cerca di una risposta, si cercano in internet, nei libri, persino in televisione le nozioni che potrebbero darcela, si cerca di colmare qualche lacuna di trovare un dato che ci era sfuggito.

Con questa ricerca in testa ho comprato il libro di Bocca pochi giorni fa.

Il giornalista ripercorre le le migliaia di pagine del processo arricchendole con sue interviste, come sempre ne esce un quadro enorme, una montagna di granito in cui la gente prova a mettere piccoli petardi di verità per farla crollare.

Ma una quadro che via via si fa sempre meno astratto, leggendo queste pagine si spera che prima o poi si andrà in piazza medaglie d’oro a festeggiare la trovata verità sul 2 agosto 1980.

Qui di seguito un comunicato di Paolo Bolognesi sul libro

Il racconto della testimone che conferma la presenza di Francesca Mambro alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, contenuto nel libro di Riccardo Bocca “Tutta un’altra strage”, è un fatto importante. Conferma infatti quello che l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna ha via via appreso dal formarsi delle sentenze, ovvero che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, con l’aiuto di Luigi Ciavardini, sono stati gli spietati esecutori di quell’attentato. Lo hanno dimostrato, d’altronde, cinque gradi di giudizio, nel corso dei quali sono emersi elementi tali da non lasciare dubbi. Elementi, va precisato, oscurati in questi anni da una sapiente azione di disinformazione, condotta da personaggi sia di destra che di sinistra, a volte ignoranti della materia e in buona fede, altre volte ben consapevoli e in malafede. Per troppo tempo le vittime delle stragi hanno subito la smania revisionista di chiudere la stagione dei terrorismi rosso e nero con una rimozione generale. Un insultante colpo di spugna che è inaccettabile per i familiari delle vittime.

Il Presidente
Paolo Bolognesi

11 ago 16:39 Bologna: stadio vietato a 10 indagati estrema destra

BOLOGNA – Il Questore di Bologna, Francesco Cirillo, ha emesso 10 daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) per altrettanti indagati per associazione a delinquere finalizzata a reati di violenza (contro immigrati e giovani di sinistra) e con finalita’ di incitamento all’odio razziale, etnico e religioso. L’ inchiesta coinvolge, in totale, 27 persone di estrema destra alcune delle quali legate anche a gruppi di Ultras del Bologna calcio. Per tutti e dieci gli indagati e’ stato disposto l’obbligo di firma. (Agr)

Gentilini dichiarazioni inaccettabbili

Si dovrebbe ipotizzare un codice deontologico per gli eletti, un regolamento morale e comportamentale che si accetta nel momento stesso che si decide di proporsi in una carica istituzionale, una specie di giuramento di epicuro politico.

Perchè è impossibile che un vicesindaco come Gentilini di una città importante come Treviso possa permettersi impunemente di fare dichiarazioni come quelle apparse oggi sui giornali in direzione degli omosessuali.

In un paese normale si esigerebbero come minimo le scuse pubbliche se non le dimissioni dalla carica.

Di seguito l’articolo di repubblica che riporta la notizia

L’ex sindaco sceriffo della Lega annuncia “un giro di vite” contro gli omosessuali:
“Se ne andassero nei capoluoghi disposti ad accoglierli. Qui non li vogliamo”

Gentilini:”Pulizia etnica contro i culattoni”
Il prosindaco di Treviso dichiara guerra ai gay

Giancarlo Gentilini, vicesindaco leghista di Treviso

TREVISO – C’è bisogno di iniziare una “pulizia etnica contro i culattoni”. Con queste parole durissime Giancarlo Gentilini, prosindaco leghista di Treviso, ha dichiarato guerra agli omosessuali. Colpevoli di aver trasformato il parcheggio di via dell’Ospedale in un luogo di incontro dove si consumano rapporti sessuali, suscitando le proteste degli abitanti della zona. “Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni – ha detto ai microfoni di Rete Veneta l’ex sindaco sceriffo della Lega, riportano oggi i quotidiani locali – Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili”.

Gentilini è famoso per essere stato più volte protagonista di polemiche infuocate, l’ultima delle quali dopo il pestaggio dell’onorevole Vladimir Luxuria da parte della polizia russa. A tenere banco soprattutto le sue dichiarazioni sugli extracomunitari, che aveva definito “perdigiorno”, suggerendo che “i gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka”.

E adesso ha annunciato un “giro di vite” contro gli omosessuali e gli scambisti. “Useremo la videosorveglianza per stroncare il via vai di scambisti”, denunciato dagli abitanti nel parcheggio “a luci rosse”, dove è stata segnalata anche la presenza di prostitute. “Darò disposizione di rinforzare le telecamere. Ma a me interessa piuttosto fare i controlli mirati – ha detto ancora Gentilini -. Quando la mia polizia vigilerà per la zona ci sarà un fuggi fuggi generale”.


Per il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, le dichiarazioni del prosindaco “non sono preoccupanti. E’ il suo modo di essere. Lui parla sinceramente, con un linguaggio concreto che tutti capiscono. In questo caso si parla di decoro pubblico e noi cerchiamo di spostare gay, prostitute, coppie omosessuali o eterosessuali, fa lo stesso, che si scambiano effusioni sotto gli occhi di tanta gente”. Un problema, spiega Gobbo, di dimensione nazionale, “e infatti ci stiamo attivando perchè venga cambiata la legge Merlin. Bisogna riaprire le case chiuse e creare quartieri a ‘luci rosse’ come succede nel resto d’Europa: garantiscono protezione sanitaria e tasse pagate”.

(9 agosto 2007)

Ma dove sono finiti i CUS?

Ieri parlando con un amico mi è stata fatta notare una cosa.

Ma dove sono finiti i CUS?

Se ne è parlato si e no un giorno poi sono completamente spariti, rimossi per obliarli?

Persi nel grande mare delle pensioni e del lavoro sono stati bellamente derubricati, da importante punto dell’agenda di governo in concomitanza del GayPride a questione ormai dimenticata.

Di seguito il progetto di legge dal sito dell’ARCIGAY

DISEGNO DI LEGGE CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE

Articolo 1
(Contratto di unione solidale)

1. Dopo il titolo XIV del libro I del codice civile, è inserito il seguente:

Titolo XV

Del contratto di unione solidale

455-bis. Contratto di unione solidale. L’unione solidale è un contratto concluso fra due persone, anche dello stesso sesso, per l’organizzazione della vita in comune.

Il contratto di unione non può essere stipulato, a pena di nullità:

1) da persona minore d’età;

2) da persona interdetta per infermità di mente;

3) da persona non libera di stato;

4) tra due persone che abbiano vincoli di parentela in linea retta o collaterale entro il secondo grado, o che siano vincolate da adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno;

5) da persona condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra conviveva. Nel caso di persona rinviata a giudizio o sottoposta a misura cautelare la stipula è sospesa fino a quando non è pronunciata sentenza di scioglimento.

All’unione solidale si applicano le norme in materia di contratti di cui al capo II del libro IV, ivi comprese le cause di nullità previste dall’articolo 1418 e seguenti, nonché le disposizioni delle vigenti leggi speciali in materia di contratti.

455-ter. Stipulazione del contratto. Il contratto di unione solidale si stipula mediante dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o ad un notaio competente per il comune di residenza di uno dei due contraenti.

Qualora l’atto sia stipulato dal notaio, questi deve trasmetterlo entro dieci giorni all’ufficio del giudice di pace competente per territorio per l’iscrizione nel registro di cui all’articolo 455-quater.

La volontà di modificare un contratto di unione solidale in vigore deve essere espressamente e congiuntamente dichiarata da entrambi i contraenti davanti al giudice di pace o al notaio. L’atto che porta le modifiche deve essere unito al contratto originario.

455-quater. Registro dei contratti di unione solidale. I contratti di unione solidale sono trascritti in apposito registro presso l’ufficio del giudice di pace competente a cura del cancelliere entro il quindicesimo giorno successivo alla stipulazione del contratto stesso. Sullo stesso registro sono annotate le variazioni dei contratti di unione solidale.

445-quinquies. Unione solidale del cittadino all’estero. Il cittadino è soggetto alle disposizioni contenute nel presente titolo anche qualora sottoscriva un contratto di unione solidale in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite.

455-sexies. Unione solidale dello straniero nello stato. Lo straniero regolarmente soggiornante in Italia che intenda sottoscrivere un contratto di unione deve osservare le disposizioni di cui all’articolo 116, commi primo e terzo.

455-septies. Diritti e doveri dei contraenti. Coloro che hanno contratto un’unione solidale si portano aiuto reciproco e contribuiscono alle necessità della vita in comune in proporzione ai propri redditi, al proprio patrimonio e alle proprie capacità di lavoro professionale e casalingo. Il contratto di unione solidale può prevedere i tempi e i modi della contribuzione di ciascuno.

Salvo diversa volontà espressa, le parti dell’unione solidale sono solidalmente responsabile verso i terzi per i debiti contratti da ciascuno in ragione dei bisogni della vita in comune e delle spese relative all’alloggio.

455-octies. Regime patrimoniale. Nel contratto di unione solidale le parti devono indicare se intendono assoggettare alle norme della comunione in generale i beni acquistatati a titolo oneroso successivamente alla stipulazione del contratto stesso, anche quando l’acquisto sia compiuto da una sola delle parti.

455-nonies. Assistenza. Le parti contraenti hanno reciprocamente gli stessi diritti e doveri spettanti ai parenti di primo grado in relazione all’assistenza e alle informazioni di carattere sanitario e penitenziario.

455-decies. Agevolazioni e tutele in materia di lavoro. La legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti di sede di parti di unione solidale che siano dipendenti pubblici e privati al fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo tra i requisiti per l’accesso al beneficio una durata almeno triennale della convivenza.

455-undecies. Malattia e decisioni successive in caso di morte. In mancanza di una diversa volontà manifestata per iscritto, ovvero di una procura sanitaria, e in presenza di uno stato di incapacità di intendere e di volere anche temporaneo, fatte salve le norme in materia di misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia di cui al libro I, titolo XII, capo I, tutte le decisioni relative allo stato di salute e in generale di carattere sanitario, ivi comprese quelle concernenti la donazione degli organi, sono adottate dall’altra parte di un’unione solidale.

In mancanza di una diversa volontà manifestata per iscritto, tutte le scelte relative al trattamento del corpo e alle celebrazioni funerarie, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti, sono adottate dall’altra parte dell’unione solidale in assenza gli ascendenti o discendenti diretti maggiorenni del soggetto interessato.

455-duodecies. Diritto di successione nel contratto di locazione. 1. Qualora una delle parti dell’unione solidale sia titolare del contratto di locazione per l’alloggio comune, si applicano in caso di morte le disposizioni dell’articolo 1614.

455-terdecies. Risoluzione del contratto di unione solidale. Il contratto di unione solidale si risolve nei seguenti casi:

1) Per comune accordo delle parti

2) Per decisione unilaterale di uno dei due contraenti

3) Per matrimonio di uno dei due contraenti

4) Per morte di uno dei due contraenti.

Nel caso in cui intendano risolvere il contratto di comune accordo le parti rendono una dichiarazione congiunta al giudice di pace presso il cui ufficio è registrata la dichiarazione iniziale o al notaio che ha ricevuto la dichiarazione iniziale. Nel caso di cui al numero 2 del comma precedente, la parte che intende porre fine al contratto manifesta la propria volontà all’altro contraente per mezzo di una dichiarazione scritta da inviare in copia al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale. Nel caso di cui al numero 3 del comma precedente, la parte che ha contratto matrimonio deve darne comunicazione al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale allegando il certificato di nascita sul quale è riportata menzione del matrimonio. Nel caso di cui al numero 4 del comma precedente, il superstite invia al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale copia dell’atto di decesso.

E’ fatta menzione della cessazione degli effetti del contratto a margine di quest’ultimo.

455-quaterdecies. Effetti della risoluzione del contratto di unione solidale. Gli effetti della risoluzione del contratto si producono, a seconda dei casi:

1) dal momento della menzione, a margine del contratto, della dichiarazione congiunta;

2) dal novantesimo giorno successivo all’invio della dichiarazione unilaterale di risoluzione all’altra parte e al giudice di pace o al notaio competente;

3) dalla data del matrimonio o del decesso di una delle parti.

Nel contratto di unione solidale possono essere stabilite le conseguenze patrimoniali della risoluzione per cause diverse dalla morte.

I contraenti procedono autonomamente alla liquidazione dei diritti e delle obbligazioni risultanti dal contratto. In mancanza di accordo il giudice decide sulle conseguenze patrimoniali della risoluzione del contratto, ivi compreso il risarcimento dei danni eventualmente subiti.

Articolo 2
(Diritti successori)

1. L’articolo 565 del codice civile è sostituito dal seguente:

565. Categorie di successibili. Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi naturali, agli ascendenti legittimi, ai collaterali, agli altri parenti, alla parte di unione solidale dopo nove anni dalla registrazione del contratto e allo Stato, nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo.

2. Dopo il Capo II del Titolo II del libro II del codice civile è inserito il seguente:

Capo II-bis

Della successione della parte di unione solidale

585-bis. Concorso della parte di unione solidale con i figli, ascendenti legittimi, fratelli e sorelle. Quando la parte di unione solidale concorra con figli legittimi o naturali, con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri, ha diritto ad un quarto dell’eredità.

583-ter. Concorso della parte di unione solidale con altri parenti. Quando la parte di unione solidale concorre con i parenti di cui all’articolo 572, ha diritto a metà dell’eredità.

583-quater. Successione della sola parte di unione solidale. Se alcuno muore senza lasciare parenti oltre il sesto grado, alla parte di unione solidale si devolve tutta l’eredità.

Articolo 3
(Modifiche all’articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392)

1. Al primo comma dell’articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392, le parole: “ed i parenti ed affini” sono sostituite dalle altre: “, i parenti ed affini e la parte di unione solidale”.

Articolo 4
(Disciplina previdenziale)

1. In sede di riordino della normativa previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da attribuire alla parte superstite dell’unione solidale, stabilendo requisiti di durata minima dell’unione stessa e tenendo conto dei prevalenti diritti dei figli minori o non autosufficienti del defunto.

Ieri a Bologna (2 agosto 1980 – 2 asgosto 2007)

Ieri a Bologna si commemorava la strage alla stazione, ieri sono stato in piazza con altri diecimila miei concittadini ad ascoltare in particolar modo il minuto di silenzio.

Nel 1980 avevo due anni, non la ricordo la strage se non per le immagini dei telegiornali e dei video diffusi in seguito, ma come ogni bolognese la ho ben chiara nella mia testa.

L’orologio fermo sulla facciata a continuare a chiedere verità non è li per nulla, ieri di gente che dopo 27 anni la vuole questa verità era piena piazza medaglie d’oro.

 

E quelli importanti eravamo noi, non le persone sul palco, eccezione fatta per Bolognesi che da anni porta avanti quel minuto di silenzio rabbioso e rispettoso insieme.

Allora perchè fare quella contestazione? La condivido sia ben chiaro, come detto anche qui ritengo che le proposte di Damiano siano addirittura peggiorative rispetto allo stato attuale delle cose, ma non era quello il luogo.

Non lo era per rispetto e se vogliamo non doveva esserlo anche per intelligenza.

Insomma non si manda a caso un ministro, si sapeva benissimo che Damiano a Bologna avrebbe suscitato qualche reazione e lo si è mandato con calcolo.

E rifondazione ci si è buttata a pesce per potersi esporre nuovamente a chi la vede come un ostacolo al governo del paese, per mostrare il fianco.

Insomma compagni ci sono modi e luoghi, e non è che Damiano non vada contestato perchè di Centro – Sinistra, anzi è un motivo in più per farlo, ma la stazione il due agosto è un’altra cosa.

Arresti a Bologna

CRONACA

dal Corriere della Sera on line

 

L’operazione ha riguardato province lombarde ed emiliane

Le accuse vanno dall’aggressione all’ostentazione di simboli nazisti allo stadio

Blitz contro l’estrema destra

sei arresti e 40 perquisizioni

 

BOLOGNA – Blitz contro l’estrema destra in Emilia Romagna e Lombardia. La Digos sta eseguendo nelle province di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara, Pavia e Varese sei misure cautelari ed oltre 40 perquisizioni nei confronti di esponenti di estrema destra.

 

I sei arrestati sono accusati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi improprie, alla violenza privata e alla discriminazione, all’odio o violenza per motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose, danneggiamento a cose e porto abusivo di armi da taglio.

 

Secondo gli investigatori ci sarebbero state anche aggressioni ad avversari politici, a gruppi di sinistra, con l’ostentazione di simboli e slogan di ideologia nazifascista (in particolare allo stadio di Bologna ad opera del gruppo ultras “Felsinei Bologna Patria Nostra”), ed espressioni oltraggiose nei confronti di ebrei, omosessuali, extracomunitari.

 

(3 agosto 2007)

 

Ma che sia la volta che qualcuno inizia ad accorgersi di questa gente? Sarebbe ora.

Ricordo quando a fare una denuncia contro ignoti fui io e mi venne risposto “tanto è inutile non li cercheremo nemmeno” dal sorridente tutore dell’ordine.

Speriamo sia un primo importante passo e non un episodio isolato.

 

Noi affermiamo la laicità dello Stato… Seee come no

Prodi chiama in campo la chiesa sulla questione tasse e la paragona allo stato in merito al ruolo educativo, mandando quindi ufficialmente in pensione tutta la discussione sullo stato laico e la necessaria separazione tra questioni di governo e questioni spirituali tra secolo e spirito.

Ma insomma ogni giorno si evoca la necessità di uno stato libero dalle influenze dirette della religione, ci si indigna quando il Papa da indicazioni dirette di voto sulle materie che ritiene appartenere alla morale cattolica e poi si chiede il suo aiuto sull’evasione fiscale.

Mi sembra che questo sia il più grave atto di attacco alla laicità dello stato degli ultimi anni, tanto che persino la Mussolini vede l’incongruenza di un impegno diretto della chiesa su queste questioni.

Tanto grave proprio perchè viene da un presidente del consiglio che ancora una volta fa sfregio di un programma in cui era richiamata chiaramente la Laicità dello stato.

Programma dell’unione pagina 9

Ci impegniamo innanzitutto ad assicurare e rispettare la

stabilità e la supremazia dei valori fondamentali della

Costituzione che sono alla base di una democrazia rappresentativa

che sia trasparente, solidale, efficace, in grado di

guardare al futuro. Noi affermiamo la laicità dello Stato.

Con un po’ di ritardo ma ecco i risultati della riunione del 21 luglio di Sinistra Europea

Dopo l’Assemblea nazionale di Genova del 21 luglio, si è tenuta la prima riunione del gruppo operativo nazionale per stabilire le seguenti decisioni:

- Entro l’autunno, in tutta Italia, si terranno le assemblee regionali di Sinistra europea;
- Seminario nazionale sulle Case della Sinistra e laboratori sociali. L’iniziativa si svolgerà durante la prima giornata della festa del 28/29/30 settembre pv alla fiera di Roma;
- La prossima riunione dell’assemblea nazionale di Sinistra europea si terrà  in autunno in Calabria;
- Si sono costituite le aree di lavoro nazionali con l’indicazione dei presidenti. Il compagno Rocco Giacomino si occuperà dell’area comunicazione-editoria- grandi eventi.

I componenti del gruppo nazionale di coordinamento della Sinistra europea in Italia sono:
Franco Giordano, Walter De Cesaris, Beatrice Giavazzi, Titti De Simone, Luigi Vinci, Franco Mari, Valeria Noli, Oscar Marchisio, Betta Piccolotti, Federico Tomasello, Pierpaolo Fortunelli, Ezio Menzione, Elio Bonfanti, Vittorio Agnoletto, Anna Cotone, Danielle Mazzonis, Massimiliano Bianchini, Sergio Arena, Domenico Rizzuti, Anna Pizzo, Angela Azzaro, Bianca Pomeranzi, Ciro Pesacane, Luisa Severi, Pietro Folena, Mario Agostinelli, Viola Arcuri, Alessio D’Amato, Ersilia Salvato, Alessandro Rozza, Gianluca Peciola, Giorgio Riolo.